Pochi chilometri separano la Tenuta Olive Alive da un luogo che in pochi hanno davvero esplorato. Sul Monte Alveria, a pochi chilometri dalla città odierna, esistono ancora i resti di Noto Antica, abitata dalla preistoria fino al fatidico terremoto del 1693. Un sito che non grida, non si impone: si rivela lentamente, a chi ha la pazienza di cercarlo.
Una città sepolta dal tempo
Nel 1693 Noto Antica era una città ricca, abbellita da numerosi palazzi nobiliari, 56 chiese, 11 conventi e 8 monasteri, abitata da oltre 12.000 abitanti. Solo il violento terremoto dell’11 gennaio 1693 riuscì a distruggerla, causando nel Val di Noto oltre 60.000 vittime. ancora oggi considerato il terremoto più forte mai registrato nell’intero territorio italiano.
Dalle macerie nacque la Noto barocca che oggi il mondo ammira come patrimonio UNESCO. Ma la città antica non scomparve del tutto: rimase lì, sul Monte Alveria, silenziosa e in attesa.
Cosa vedere a Noto Antica
Sulla collina si trovano rovine sparse di monumenti, disseminate tra la vegetazione, risalenti a diverse epoche, dall’antichità fino al XVII secolo. Si entra nell’antica Noto attraverso la Porta della Montagna della fortezza, situata a nord della collina.
Il percorso principale si snoda tra luoghi carichi di storia:
Il Castello Reale, edificato nel 1091 dal Duca Giordano d’Altavilla e ampliato nel 1430 dal duca Pietro d’Aragona, è uno dei monumenti meglio conservati del sito. Delle imponenti mura di cinta che fortificavano il centro urbano restano ancora tratti visibili. Sulle pareti della torre maestra è ancora possibile leggere graffiti incisi dai prigionieri rinchiusi nelle celle: firme, date e disegni.
Poco distante si trovano i resti della chiesa del Santissimo Crocifisso, un quartiere scavato nella roccia e la chiesa dell’ospedale San Martino. Il percorso principale attraversa la collina con i resti del palazzo Belludia e le vestigia della chiesa gesuita, per poi arrivare al cuore antico della città: la Piazza Maggiore del XVI secolo, dove è stato eretto un altare commemorativo.
In alcuni casi ai lati della strada troviamo una folta vegetazione di arbusti, in altri strati di pietra calcarea in cui in tempi immemorabili vennero ricavati vani come magazzini o abitazioni. La strada non ha un andamento rettilineo bensì sinuoso, come era tipico delle città medievali.
La “Pompei siciliana”
I desolanti resti di chiese e palazzi le hanno valso il soprannome di “Pompei siciliana”. Il paragone può apparire un po’ azzardato ma che calza: come Pompei, Noto Antica è una città congelata in un istante preciso. Quando una scossa di terremoto in pochi secondi cancellò secoli di storia.
Eppure, a differenza di Pompei, qui non troverai folle di turisti. Il silenzio e la discrezione è parte dell’esperienza.
Italo consiglia
“Molti vengono a Noto e non sanno che a pochi minuti esiste questo luogo straordinario. Noto Antica è il rovescio della medaglia: capisci davvero il barocco della città nuova solo quando hai visto da cosa è nata. Consiglio di visitarla in primavera, quando la macchia mediterranea è in fiore e le luci del pomeriggio rendono le rovine ancora più evocative.”
Come organizzare la visita
Bisogna prevedere almeno due ore per visitare con calma i resti di Noto Antica. Il sito è raggiungibile attraverso la Strada Provinciale SP64, imboccata dalla Statale SS287. Scarpe comode e acqua sono indispensabili. In primavera e autunno il clima è ideale; in estate meglio affrontare la visita nelle prime ore del mattino.
La tua Casa nel Val di Noto
Tenuta Olive Alive si trova a soli 5 minuti da Noto, immersa negli ulivi della Sicilia sud-orientale. Una casa di pietra e profumi, da cui partire per esplorare luoghi come Noto Antica e dove tornare, la sera, a lasciarsi avvolgere dal silenzio della campagna netina.







